Home arrow Attivitā chirurgiche arrow Proctologia arrow Malattia emorroidaria
Home
Curriculum
Attivitā chirurgiche
Studio medico
Domande frequenti
Come contattarmi
Mappa sito
Prenota una vista!
Area riservata
Nome Utente

Password

Ricordami
Hai perso la password?
Utenti online
Abbiamo 25 visitatori online



Realizzato con il
fondamentale contributo
della Dott.ssa Laura Roberti
Medico Chirurgo

Malattia emorroidaria PDF Stampa E-mail

Lungo tutto il tubo digerente c’è una rete vascolare sottomucosa particolarmente sviluppata a livello dello sfintere ano-rettale, dove forma il plesso artero-venoso emorroidario.
Il plesso emorroidario conferisce una particolare plasticità alla parete ano-rettale, estremamente utile nell’atto della defecazione e nel controllo della continenza. Anatomicamente le emorroidi vengono distinte in interne ed esterne, in base alla localizzazione al di sopra o al di sotto della linea dentata.

La dilatazione, la trombosi e il prolasso emorroidario danno origine alla “malattia emorroidaria”.
La reale prevalenza non è conosciuta, ma molto probabilmente l’80% della popolazione adulta ha nel corso della propria vita almeno una crisi emorroidaria.
Ci sono numerose ipotesi eziopatogenetiche, ma la più accreditata è una debolezza dei tessuti di sostegno, per cui la mucosa rettale, con il plesso venoso sottostante, prolassa, cioè si sposta verso l’esterno. Questa debolezza del tessuto di sostegno è da ricondursi a una progressiva riduzione fisiologica con l’età, alla stipsi, all’ipertono sfinteriale, alle alterate abitudini evacuative, alle attività lavorative faticose o ad una lassità ereditaria.

La malattia emorroidaria viene classificata in base alla sede e all’entità del prolasso in:

- 1° grado: congestione venosa delle emorroidi interne visibile solo all’esame proctoscopico.
- 2° grado: comparsa di prolasso durante l’evacuazione, che si riduce spontaneamente al termine di questa.
- 3° grado: comparsa di prolasso durante l’evacuazione, che necessita di una riduzione manuale.
- 4° grado: presenza di emorroidi permanentemente esteriorizzate, cioè irriducibili.

Tra i sintomi principali: il sanguinamento rosso vivo durante/dopo la defecazione, un’anemizzazione cronica (non tutti i sanguinamenti perievacuativi sono giustificabili dalla malattia emorroidaria!), il prolasso riducibili/irriducibile dei gavoccioli emorroidari, il fastidio anale percepito come sensazione di corpo estraneo, le perdite anali sottoforma di mucorrea, il prurito in seguito all’irritazione indotta dalle continue perdite di muco che determinano una dermatite perianale, il dolore in presenza delle complicanze della patologia emorroidaria.
La complicanza più tipica è la trombosi, che determina spasmo sfinteriale e dolore intenso.
La diagnosi richiede sempre una visita proctologica, completata dall’esplorazione rettale e dalla rettoscopia.
Le opzioni teraputiche sono numerose: mediche (farmaci antiemorroidari e pomate anestetiche), parachirurgiche (terapia sclerosante, legatura elastica, fotocoagulazione a raggi infrarossi), chirurgiche (emorroidectomia, prolassectomia muco-emorroidaria).

Prossimo >

Hosted & Developed by NETSERVICE © 2008
Dr. Gabriele Sartini - Via Cellini 4 60019 Senigallia (AN) - P.I. 00729940429 / C. F. SRTGRL55M31A271P