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della Dott.ssa Laura Roberti
Medico Chirurgo

Cisti sacro-coccigee PDF Stampa E-mail

Le cisti sacro-coccigee (o cisti pilonodali) sono raccolte di peli, circondate da reazione infiammatoria del sottocute, localizzate prevalentemente nel solco intergluteo in regione sacro-coccigea. Spesso dall’ascessualizzazione delle cisti e dalla loro aperture all’esterno tramite un orifizio cutaneo originano le fistole pilonodali.
La patogenesi è da ricondurre probabilmente alla penetrazione di peli caduti nei pori cutanei delle ghiandole sudoripare e sebacee. I peli si raccolgono a formare “nidi” nello spessore del tessuto sottocutaneo, determinando così una reazione infiammatoria da corpo estraneo e quindi una cisti.

Fattori favorenti lo sviluppo delle cisti pilonodali sono la scarsa igiene personale, l’ipertricosi., l’obesità, la sedentarietà, l’abbondante sudorazione.

La malattia pilonodale è rappresentata dall’evoluzione di tre lesioni:

- CISTI PILONIDALE: è la lesione d’esordio, formata da una tumefazione poco dolente del solco intergluteo che può associarsi a uno o più orifizi cutanei vicini dai quali possono affiorare ciuffi di peli.
- ASCESSO PILONIDALE: è la fase infiammatoria che insorge in seguito all’infezione della cisti da parte di batteri saprofiti della cute, che porta alla formazione e alla raccolta di pus. La tumefazione aumenta di volume, diventa edematosa e dolorosa e la cute si arrossa notevolmente. L’ascesso può aprirsi spontaneamente, ma spesso richiede l’incisione chirurgica, che permette la completa fuoriuscita del materiale purulento.
- FISTOLA PILONIDALE: è ciò che può rimanere di un ascesso, sia dopo l’apertura spontanea che dopo l’incisione chirurgica. Non è altro che un breve canale che mette in comunicazione la cavità cistica ascessualizzata con l’esterno attraverso un orifizio situato nel solco intergluteo, dal quale fuoriesce materiale purulento. La fistola può rimanere aperta e secernere di continuo o chiudersi e originare ascessi ricorrenti.

La diagnosi si effettua con una semplice visita chirurgica, completata dall’esplorazione del tramite fistoloso con un sottile specillo. La terapia è esclusivamente chirurgica in anestesia locale.
Si possono utilizzare due tecniche:
- A CIELO APERTO: questa tecnica prevede l’apertura della fistola e l’asportazione di cute e sottocute comprendenti il tessuto pilonodale e tutti gli orifizi cutanei ivi presenti. La guarigione avviene per seconda intenzione con formazione di tessuto di granulazione che andrà a riempire completamente la ferita nell’arco di 30-40 gg. Con questa tecnica le recidive sono molto rare. È indicata in caso di malattia molto estesa e con suppurazione in atto.
- A CIELO CHIUSO: questa tecnica consiste nell’asportazione del tessuto comprendente la lesione e nella sutura immediata della ferita. La guarigione è più rapida, ma le recidive sono maggiori. È indicata soprattutto per le cisti, per le fistole di piccole e media entità e per quelle non suppurate.

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