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Medico Chirurgo

Medicazioni tradizionali e avanzate per interventi chirurgici,ustioni,ferite difficili e incidenti PDF Stampa E-mail

- USTIONI

Ustione gluteo

Ustione gluteo

Ustione gluteo

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- ULCERE

Ulcera piede

Ulcera piede

Ulcera piede

Ulcera piede

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Ulcera piedeUlcera piede
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- FERITE DIFFICILI

Ferita difficile arto inferiore

Ferita difficile

Ferite difficili

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  • USTIONI

    L’ustione è una lesione da calore, conseguente all’esposizione dei tessuti ad una eccessiva temperatura. La principale causa di ustioni sono gli infortuni domestici.
    I fattori determinanti la gravità della lesione sono rappresentati dalla temperatura, dal tempo di esposizione e dall’agente eziologico.

    Le ustioni vengono classificate in:

    -1° grado: la lesione caratteristica è l’ERITEMA, interessa solo l’epidermide, determina arrossamento, dolore e edema dei tessuti. Il dolore è un sintomo importantissimo, perché rassicura sull’integrità delle terminazioni nervose. Guarisce in tempi brevi.
    -2° grado: le lesioni caratteristiche sono le FLITTENE, vescicole a contenuto liquido sterile, dovute al distacco dell’epidermide e del derma papillare dai piani più profondi. Le flittene vanno incise, in quanto il liquido tende ad espandersi, scollando una quantità di epidermide sempre maggiore, ma si possono facilmente infettare. Le ustioni di secondo grado si dividono in superficiali e profonde.
    Le superficiali, a differenza delle profonde, sono molto dolorose, per la conservazione delle terminazioni nervose e rispondono alla compressione con un impallidimento transitorio, a testimonianza dell’inalterata vascolarizzazione.
    -3° grado: la lesione tipica è l’ESCARA, ma è possibile arrivare anche fino alla carbonizzazione dei tessuti.
    L’estensione dell’ustione viene valutata con la “regola del 9”: ai diversi distretti corporei viene dato un valore numerico uguale a 9 o ai suoi multipli.
    L’ustione è grave se interessa più del 10% della superficie corporea nel bambino e più del 20% nell’adulto.
    Un elemento importante è anche rappresentato dalla sede delle lesioni: è grave una localizzazione alle mani, alla superficie flessoria degli arti, alle rime orifiziali, all’estremo cefalico.
    Il trattamento delle ustioni dipende dalla gravità e comprende: trattamento della fase acuta, terapia topica, eventuale terapia chirurgica e degli esiti cicatriziali.
    Il trattamento locale della lesione da ustione consiste in un’accurata detersione della superficie colpita e delle zone circostanti. Si asportano i detriti di materiale estraneo, si deterge la ferita usando garze sterili e si asportano accuratamente i brandelli di cute ustionata. Si può quindi procedere con un trattamento occlusivo, che consiste nel separare dall’ambiente esterno le superfici ustionate con una medicazione o con un trattamento esposto, che consiste nell’esporre all’aria le superfici ustionate per essiccarle.
  • ULCERE e/o FERITE DIFFICILI

    L’ulcera da decubito è una lesione tissutale a evoluzione necrotica che interessa cute, derma, fascia muscolare, muscoli e ossa. È più corretto parlare di “ulcera da pressione”, in quanto la lesione è una conseguenza diretta di un’eccessiva o prolungata compressione tissutale, che porta inevitabilmente a una situazione di ischemia dei tessuti.

    Le ulcere da decubito vengono classificate in 4 stadi:

    - 1° stadio: la pelle si presenta eritematosa, ma non lacerata, non reversibile alla digitopressione; ciò preannuncia l’ulcerazione inevitabile della pelle.
    - 2° stadio: l’ulcera è superficiale, interessando l’epidermide e/o il derma. Clinicamente si presenta come un’abrasione, una vescicola o una piccola cavità.
    - stadio: ferita a tutto spessore, che implica danno o necrosi del sottocute e che si estende fino alla fascia sottostante senza superarla. Clinicamente l’ulcera si presenta come una profonda cavità.
    - 4° stadio: la lesione è estremamente profonda, raggiungendo il muscolo, l’osso e le strutture di supporto.
    Nella maggior parte dei casi è possibile evitare l’intervento chirurgico, a patto che l’ulcera venga accuratamente e regolarmente detersa e medicata da personale specializzato. Non va dimenticato che questo genere di lesioni è tipico di pazienti allettati o diabetici, per cui spesso insensibili al dolore; questo è il motivo per cui queste lesioni tendono a recidivare.
    Le complicanze più frequenti di un’ulcera non trattata sono le infezioni (polimicrobiche!), la disidratazione, l’anemia, gli squilibri elettrolitici e la perdita proteica.

    Le ulcere possono essere classificate in:

    - ULCERA DIABETICA: prevalentemente a livello del dorso del piede.
    - ULCERA DA DECUBITO: nel paziente allettato è tipica a livello sacrale, a livello
    del trocantere o sul tallone.
    - ULCERA POST-TRAUMATICA
    - ULCERA DA STRAVASO DI CHEMIOTERAPICI O DA RADIOTERAPIA
    - ULCERE VENOSE, ARTERIOSE O MISTE
    - ULCERE POST CHIRURGICHE

    È utile sottolineare che il trattamento migliore rimane sempre la prevenzione.
    La terapia si basa su una corretta detersione della lesione, al fine di eliminare gli accumuli di fibrina e ripulire il fondo dell’ulcera; segue la disinfezione, per ridurre la carica microbica e la riparazione, stimolando la formazione di tessuto di granulazione e favorendo la riepitelizzazione.

    Ulcera venosa

    Ulcera venosa

    Ulcera venosa

    Ulcera venosa

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    Ulcera arto inferiore

    Ulcera arto inferiore

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