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È una neoformazione benigna a rapida insorgenza e rapida crescita, molto frequente in età adulta e senile. Si presenta come una lesione rilevata, variamente pigmentata dal giallo al bruno-nero, con un’estremità lucida, friabile, di consistenza molle-elastica. Le lesioni sono spesso multiple, di dimensioni variabili. Talvolta possono causare una sensazione di prurito e presentare un lieve alone eritematoso. Le sedi più frequenti sono il volto, il tronco, gli arti con esclusione delle mucose e delle aree palmo-plantari.
L’esame con la lente di ingrandimento in genere rivela piccoli orifizi tondeggianti ripieni di cheratina, caratteristica utile per differenziare queste lesioni pigmentate dai melanomi Le componenti cellulari che costituiscono la cheratosi seborroica sono di tre tipi e l’insorgenza di una neoplasia associata è riconducibile a una di queste componenti cellulari: - dai cheratinociti basali→carcinoma basocellulare; - dalle cellule dello strato spinoso→carcinoma squamocellulare; - dai melanociti→melanoma. Il trattamento delle cheratosi seborroiche viene generalmente richiesto dal paziente per motivi di ordine estetico, se sintomatiche (dolore, prurito, irritazione) o nel dubbio di una lesione atipica. Il trattamento migliore è rappresentato dall’escissione chirurgica completato dall’esame istologico.

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